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aMUSE finanziato dalla Comunità Europea

I Laboratori Nazionali di Frascati guidano, per la seconda volta, un progetto Europeo H2020 nell’ambito del programma MSCA-RISE, il cui obiettivo è promuovere collaborazioni internazionali e intersettoriali attraverso scambi di personale.

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Dalla ricerca italiana una sfida alla meccanica quantistica

La rivista scientifica Nature Physics pubblica oggi, 7 settembre, uno studio congiunto, teorico e sperimentale, realizzato da un team a cui partecipano ricercatori del Centro Ricerche Enrico Fermi, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’Università di Trieste. La pubblicazione, “Underground test of gravity-related wave function collapse”, presenta i risultati di una ricerca dedicata alla verifica del modello di collasso quantistico proposto da Lajos Diósi e Roger Penrose (modello DP) negli anni ‘80-’90 ed è stata condotta, per la fase di misure, con un rilevatore a germanio ultra-puro nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, mentre l’analisi teorica è stata coordinata dall’Università degli Studi di Trieste. Il limite sul segnale rivelato dall’esperimento in due mesi di misure è mille volte più basso di quanto previsto dalla teoria DP, risultato che porta ad affermare che il modello, nella sua formulazione originale, è da escludere. La Meccanica Quantistica è la teoria che descrive il mondo microscopico delle particelle e degli atomi. La caratteristica fondamentale dei sistemi quantistici, ampiamente verificata sperimentalmente, è la possibilità di vivere nella sovrapposizione di stati differenti, come “qui” e “là”. Questa strana proprietà, evidentemente, non si osserva alla nostra scala macroscopica, ma il motivo per cui ciò accade, il cosiddetto “problema della misura”, è ancora da capire ed è oggetto di intense ricerche che hanno ricadute anche nel campo delle tecnologie quantistiche. Il fisico Roger Penrose propone che la soluzione al dilemma sia legata alla gravità. In particolare, il suo modello prevede che una sovrapposizione spaziale quantistica diventi instabile ...

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Fabio Bossi nuovo Direttore dei Laboratori Nazionali di Frascati

In data 26 giugno 2020 il Consiglio Direttivo dell’INFN ha eletto il Dr. Fabio Bossi nuovo Direttore dei Laboratori Nazionali di Frascati con incarico a partire dal primo agosto 2020. Fabio Bossi raccoglie il testimone del Dr. Pierluigi Campana, Direttore dei LNF dal 2015, eletto a inizio del 2020 membro vigilante del MIUR nella Giunta Esecutiva dell’ente. Laureato in Fisica alla Sapienza Università di Roma, Fabio Bossi è Fisico sperimentale delle particelle elementari e ha lavorato sia al CERN di Ginevra che, per molti anni, ai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, occupandosi principalmente di test di precisione del Modello Standard e di Fisica del Flavor con colliders elettrone-positrone. Dirigente di Ricerca dal 2010, è stato portavoce della collaborazione KLOE-2 ai LNF dal 2008 al 2015 e con questo esperimento ha contribuito a numerose pubblicazioni sulla ricerca dei fotoni oscuri, un nuovo tipo di particelle, simili al fotone dell’elettromagnetismo ma portatori di una nuova forza, potenzialmente connessa alla materia oscura. Ai LNF tra il 2014 e il 2015 è stato Responsabile della Divisione Ricerca e dal 2015 al 2019 è stato Direttore della Sezione INFN di Lecce. E’ tra i fondatori della collaborazione PADME ai LNF per la ricerca di fotoni oscuri e materia oscura leggera con esperimenti a targhetta fissa alla BTF facility di LNF.

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NA62 in cerca di nuova fisica con i kaoni

Il 28 luglio durante la conferenza ICHEP 2020, la collaborazione NA62 del CERN ha annunciato di aver ottenuto per la prima volta una evidenza sperimentale significativa di un decadimento estremamente raro, previsto dal Modello Standard, che potrebbe aiutare gli scienziati nella ricerca di nuova fisica.

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Riprende la caccia!

La pandemia che affligge il pianeta sta avendo effetti importanti anche sulla ricerca scientifica ed in particolare in quei campi dove la dimensione degli esperimenti è tale da richiedere una collaborazione internazionale.

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SuperKEKB conquista il nuovo record mondiale di luminosità

Il collisionatore elettrone-positrone SuperKEKB del laboratorio KEK, a Tsukuba in Giappone, alle 20:34 ora locale del 15 giugno, ha stabilito un nuovo record mondiale di luminosità, raggiungendo 2,226×1034 cm-2 s-1, e superando così il precedente record di 2,14×1034 cm-2 s-1 ottenuto nel 2018 dall’acceleratore LHC del CERN.

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1 luglio 2020, Matteo Palutan (LNF) è il nuovo deputy-spokesperson dell’esperimento LHCb al CERN

L’esperimento LHCb al CERN ha un nuovo spokesperson, Chris Parkes dell’Università di Manchester, che prende il posto di Giovanni Passaleva dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Firenze. Matteo Palutan dei Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN è il nuovo deputy-spokesperson. Palutan è primo ricercatore dei LNF, ha collaborato a lungo con l’esperimento KLOE presso i LNF e dal 2010 fa parte di LHCb dove ha tra l’altro ricoperto il ruolo di Muon Project Leader (2016-2018) e di Responsabile Nazionale (2019-2020). Parkes e Palutan dovranno affrontare la grande sfida di guidare la collaborazione LHCb attraverso il completamento dell’upgrade del rilevatore durante il Long Shutdown 2 di LHC. L’upgrade è praticamente un nuovo rivelatore che acquisirà dati grazie al nuovo sistema di trigger completamente software. Le attività di costruzione sono state pesantemente condizionate dalla pandemia di COVID-19, ma il lavoro svolto attraverso la collaborazione internazionale consentirà comunque di completare i lavori. Per il futuro LHCb sta pianificando un secondo upgrade del rivelatore che consentirà il pieno sfruttamento dell’LHC ad alta luminosità. Oltre al lavoro sui vari upgrades del rivelatore, la collaborazione LHCb sta portando avanti l’analisi di tutti i dati raccolti durante il primo decennio di operazioni LHC da cui si aspettano risultati di fisica importanti per confermare o scoprire segnali di fisica oltre il modello standard delle particelle.

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Un bersaglio fisso per LHC

Il primo bersaglio fisso, mai installato all’LHC, sta completando il suo cammino verso il montaggio in LHCb rendendo quest’ultimo il primo esperimento ad avere due distinti punti di interazione (beam-beam, beam-target) e in grado di lavorare simultaneamente.

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100 anni dalla nascita di Giorgio Salvini

Oggi, 24 aprile 2020, ricorre il centenario della nascita di Giorgio Salvini. Indimenticabile figura di riferimento nell’ambiente scientifico in un momento cruciale del dopoguerra, a lui si deve molto di quello che è avvenuto in seguito: gli anni d’oro della Fisica delle Particelle in Italia.

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Da Frascati un “ombrello” per ICARUS a Fermilab

È da poco terminata ai LNF la costruzione del Cosmic Ray Tagger (CRT) per ICARUS-T600, uno dei rivelatori dell’esperimento Short Baseline Neutrino (SBN) a Fermilab, il cui obiettivo è la scoperta dei cosiddetti neutrini sterili alla scala dell’elettronvolt, o la loro definitiva esclusione.

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